I viaggi di Jupiter




Ted Simon
1979

Quando rimase a secco anche il serbatoio di riserva e il motore tossicchiò per poi spegnersi, mi ritrovai a una ventina di chilometri da Gaya. Così calcolai, e fu un pensiero spiacevole. Forse mi sarebbe toccato passare la notte laggiù: da qualche parte avevo letto che Gaya è la cittadina più sudicia di tutta l’India.
Allontanai la moto dalla strada asfaltata e la spinsi sull’erba, sotto un albero ombroso dal tronco robusto e contorto, con le radici sporgenti e una corteccia grigia, scagliosa. Grappoli penduli di foglie secche proiettavano un riparo d’ombra. Un albero comune in India, anche se in quel momento non riuscii a ricordarne il nome.
Infilai i guanti nel casco, e mi guardai attorno: un’interminabile strada di campagna che sfumava in un campo di verde frumento. Chissà chi mi avrebbe aiutato questa volta, e chissà cosa sarebbe successo. Non avevo dubbi: qualcuno mi avrebbe aiutato, e la ruota della fortuna avrebbe girato a mio favore. Ci avevo messo anni a raggiungere quell’incrollabile fiducia e quella calma serafica; così aspettai, compiacendomi di quel pensiero.- ISBN 978-88-6192-150-4
(Elliot Edizioni) -

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